Cicip e Ciciap

Cicip. A parte l’inarrestabile Piero Maranghi, che invita e apre giardino e casa degli Atellani a grandi editori per cene nella vigna di Leonardo, Milano si è svuotata. Ormai si ricevono inviti solo per weekend al mare. Un gruppo composito, in cui figuravano, “i Fossa”, “i Teso”, “i Mozzi”, articolo determinativo d’obbligo, oltre all’editore maximo Ernesto Mauri, ha trascorso l’ormai classico weekend di fine giugno sulla Costa Smeralda, nelle case di Elio Catania e Carlo Traglio. Gli appuntamenti sono sostanzialmente fissi da anni, e prevedono un passaggio il venerdì sera da Luigino Donà Delle Rose a Porto Rotondo che, come in una litania, tutti ricordano “creò dal nulla”.
Ciciap. A Venezia, il direttore del Gritti Paolo Lorenzoni sta valutando da qualche tempo con quale altro nome sostituire la suite intitolata a Peggy Guggenheim, che vi soggiornava spesso a prescindere dal villone di fronte che ora porta il nome della sua Fondazione: gli eredi della dama dagli occhiali a punta sono diventati severissimi, e vanno rintracciando l’utilizzo del nome ovunque nel mondo per chiederne la cancellazione. Nel frattempo, il manager si consola con la moda. Nonostante il Cipriani, gruppo Belmond, sia entrato a far parte del gruppo Lvmh, Louis Vuitton e altre maison del gruppo stanno infatti prenotando la famosa terrazza affacciata sulla chiesa della Salute per i propri aperitivi con influencer e grandi clienti per profumi, gioielli, altri e svariati lussi. Ci si prepara già alla Mostra del cinema di Venezia.